Gli SPONSOR della Contrada
VEDI TUTTI >>
NATURAL MONTE BIO - La grande manifestazione del Biologico a Montevirginio / Canale Monterano (RM)
  HOME PAGE
  CENNI STORICI
  STORIA DELLA CONTRADA
  STATUTO
  SPONSOR
  COME RAGGIUNGERCI
  CONTATTI
  MANIFESTAZIONI
  NATURAL MONTE BIO 
  FESTA PATRONALE S.EGIDIO
  SAGRA DELLE FETTUCCINE
  ROMA MASTER CROSS
  PALIO DELLE CONTRADE
CORSA DEL BIGONZO
  TORNEO DEI RIONI
  INTRATTENIMENTO
  NEWS
  FORUM
  FOTO & AUDIO/VIDEO
  LINK
 

 
 
 

STORIA DI MONTEVIRGINIO

I coloni agricoli del versante settentrionale del monte Sassano diedero origine ad un borgo, cui dettero il nome lo stesso nome del monte.
Nel 1615 il duca Virginio Orsini ,volendo far costruire un eremo nel medesimo luogo, espropio’ il borgo e in cambio conferì agli agricoltori una buona estensione di pascoli e boschi ai piedi del monte, che per tali motivi venne chiamato Montevirginio.
L’anno successivo i beni espropriati piu’ una notevole quantità di terreno degli Orsini, vennero donati ad un ordine religioso, gli Eremiti del Senario, che pero’ nel 1623 rinunciarono alla donazione .
Successivamente gli immobili furono donati ai Carmelitani, che, prima di costruire il convento,acquistarono le residue proprietà degli abitanti locali.
Gli agricoltori, viste abbattute le loro case per far posto alla fabbrica religiosa, iniziarono l’edificazione di un nuovo centro abitato piu’ a settentrione, che fu chiamato Montevirginio dal nome da poco attribuito alla retrostante altura.
Inoltre, intorno alla tenuta del convento sorsero altri insediamenti, abitati da braccianti ed operai ,occupati nell’azienda agricola, nella fornace dei frati e nella cava di pietra (trachite) di cui il monte era ricco.

Tra le alture boscose sorsero i vari casali, nella zona pianeggiante furono costruite le case della Piana, mentre presso un varco delle mura di cinta del convento fu costruito l’agglomerato dal significativo nome di Castel Donato.
Il tipo di costruzioni realizzate erano case rurali, isolate, composte da un piano terra, dove si trovavano le stalle e le cantine ,e da un primo piano per la residenza,erano costruite con massi di pietra trachite grezza e ornate con la stessa pietra lavorata, e intonacate a calce, la copertura con tegole prodotte nelle vicine fornaci, che utilizzavano l’argilla locale e come combustibile la legna degli estesi boschi. 
Dopo l’acquisto del feudo gli Altieri favorirono lo sviluppo della valida sistemazione urbanistica di Montevirginio, imperniata su una ampia e comoda piazza ,collegata con il palazzo dei principi e con Oriolo da una bella strada bordata da quattro file di olmi, che ancora oggi costituisce una delle attrazioni della zona.

LE OLMATE

Il viale dell’Olmata di Montevirginio nel Comune di Canale Monterano presenta caratteristiche storico architettoniche uniche nel suo genere.
La porzione che interessa il nostro Abitato è una porzione del ben piu’ grande complesso delle Olmate e della villa degli Altieri.
Costoro, feudatari dal 1671 di Canale, Monterano, Montevirginio, Oriolo Romano, e Veiano,diedero incarico al celebre architetto Carlo Fontana, che stava nel frattempo , lavorando all’ampliamento del palazzo baronale di Oriolo di realizzare la villa “Delizia” nella tenuta di loro proprietà a confine con Montevirginio, denominata “la Follonica”.
Il progetto, portato a compimento nel 1671, prevedeva due viali, lunghi circa 1500 mt. Cadauno, che si intersecassero ad  X  e mettessero in comunicazione l’abitato di Oriolo con quello di Montevirginio.
In particolare nella mente  geniale del Fontana e nella successiva realizzazione ,furono previsti due viali alberati, con olmi, posti alla regolare distanza di mt.4, in quadruplice fila .
Il fondo di tali viali era composto da un tipo particolare di lapillo, denominato bruciore, di colore rosso, estratto localmente, e facilmente compattabile.
Purtroppo, da diversi anni, è impossibile estrarre tale materiale in quanto le cave si trovano all’interno di un’area protetta.
Il primo viale partendo da Palazzo Altieri di oriolo ,metteva  in comunicazione diretta,anche visiva ,questa maestosa costruzione con la Portineria del Convento dei Padri Carmelitani Scalzi,che nel frattempo era in costruzione alle falde del Monte Sassano, sovrastante l’abitato di Montevirginio.Il secondo viale anch’esso di pari lunghezza e costruito con il medesimo sistema ,metteva in comunicazione il Convento dei Padri Francescani osservanti di Oriolo con la strada, denominata “Scacciaturchi”, che conduceva a Monterano.
Tuttavia questo viale non fu portato a termine in quanto si arrestava alle pendici del colle della “Noce Moscata”.
Successivamente, nel 1781 ,gli Altieri posero di nuovo mano a questi viali e conclusero il ramo fino allora incompiuto, con un Cafe’ house, conosciuto localmente con il nome di Chalet che facesse da sfondo architettonico al suddetto viale.
A quest’opera fu preposto un altro  grande architetto romano Giuseppe Barberi.
Dopo alterne vicende ,anche giudiziarie, perchè gli Altieri si opponevano al diritto di passaggio dei cittadini attraverso questi viali, si arrivo’ all’acquisto di questo complesso monumentale, da parte, per le rispettive competenze territoriali , dei Comuni di Canale Monterano e Oriolo Romano.
Purtroppo all’inizio degli anni settanta del secolo scorso, gli olmi furono attaccati dal “cancro” che provoco’ la perdita, nel giro di pochi anni di quasi tutti gli alberi secolari .
 A questo punto fu provato ad inserire in questo contesto una nuova essenza , poco sensibile a questa malattia, denominata olmo siberiano, ma anche la nuova essenza non risulto’ idonea.
Pertanto il Comune di Canale Monterano, nel 1984, su consiglio di esperti botanici, mise a dimora, in luogo degli olmi, vari tipi di querce che rispecchiano, soprattutto in autunno i caldi colori dell’olmo.